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INTOLLERANZE ALIMENTARI

7 Ottobre 2017 - Alimentazione e Scienza
 
 
 


Ti senti gonfio, pesante, stanco dopo aver mangiato, e sei anche ingrassato sebbene non mangi molto? Molto probabilmente sei intollerante ad alcuni alimenti.

La maggior parte degli italiani è intollerante al glutine, al pomodoro e ai latticini. Il 60% della popolazione è intollerante al lattosio. 3 persone su 4 non sospettano minimamente di esserlo e continuano ad assumerne sottovalutando la propria intolleranza.

Scoprire di essere intollerante è importante.
Cosa succede quando si mangia un cibo non tollerato?
L’intolleranza, a differenza dell’allergia, non coinvolge il sistema immunitario ma mette in evidenza l’impossibilità dell’organismo a digerire quel particolare cibo (carenza enzimatica e non solo).

LE CAUSE POSSONO ESSERE VARIE :

-flora batterica in cattive condizioni per dieta ricca di zuccheri, sale, farinacei, cure antibiotiche.
- azione di sostanze tossiche come coloranti, conservanti, additivi, fertilizzanti, pesticidi.
- carenza enzimatica (l’esempio più eclatante è la mancanza dell’enzima lattasi per digerire il latte)
- lo stress e la sensibilità cerebrale
- svezzamento precoce che non prepara adeguatamente l’intestino ad assorbire carboidrati, proteine, ecc.

I PRINCIPALI SEGNALI DI INTOLLERANZE

Bruciori di stomaco - formazione di muco - stanchezza - gonfiore - pesantezza - pruriti - arrossamenti - pallore del viso - sudorazione - estremità fredde - secchezza degli occhi - tremolio delle palpebre - starnuti a raffica - sensazione di graffio alla gola - tosse - saliva schiumosa - capogiri - nausea - dermatiti - sovrappeso - tachicardia - affaticamento di tutto il sistema digerente

SE FAI UN TEST D’INTOLLERANZA di solito i risultati contengono sempre i cibi preferiti.

Sadismo del destino? In verità c’è almeno un motivo per cui ciò accade, ecco la spiegazione: se siamo intolleranti ad un cibo il nostro organismo subirà uno stato di momentaneo malessere, non così evidente da causare un rifiuto, ma tale che il corpo cercherà di compensarlo con un rilascio di endorfine, le quali, creano uno stato di apparente benessere. Quindi l’organismo continua a richiedere tale cibo per produrre queste molecole analgesiche. Perciò mangiando alimenti che scatenano l’intolleranza, in un primo momento la risposta endorfinergica ha la prevalenza, provocando una netta sensazione di piacere. Quando finisce rimangono gli effetti negativi prodotti dall’intolleranza. Per questo la sospensione di tali alimenti può inizialmente provocare disturbi come cefalea, stanchezza, nausea o vomito. Questo può andare avanti per 2 o 3 giorni ed è causato proprio dal mancato rilascio di endorfine. Passata questa fase, a sorpresa, torna tanta energia in più e si ha la tua mente più pronta e più lucida. Questi incontri si prefiggono di dimostrare l’importanza dell’alimentazione per la nostra salute. Infatti ogni atomo di cui è costituito il nostro corpo proviene dal cibo che mangiamo.

Riassume il concetto una poesia di Walter de la Mare:

E’ cosa assai strana
Stranissima invero sì
Tutto quel che la signora T. mangia
Diventa la signora T.


Ma lo diceva già Ippocrate 460 A.C.